Studio Nobiliare di Giustizia Arbitrale

Dott. Damiano Bonventre

Dott. Emilio Petrini

Informazioni

Casella di testo: Il Decreto Legislativo 2 febbraio 2006, n. 40, ha riconosciuto (art. 832 codice di procedura civile) per la prima volta l’esistenza delle “istituzioni arbitrali” (camere arbitrali) ed ha dettato alcune disposizioni generali per il caso in cui le parti si affidano ad una istituzione che organizza l’arbitrato.
Il principio ispiratore di questa nuova disciplina attribuisce all’istituzione arbitrale il compito di amministrare l’arbitrato con un proprio regolamento precostituito, solo se previsto dalle parti nella convenzione arbitrale.
Il Tribunale Civile Internazionale della Corte Europea di Giustizia Arbitrale di Ragusa amministra dal 2006 gli arbitrati internazionali che hanno per oggetto l’accertamento in via incidentale della spettanza dei titoli nobiliari, con un proprio regolamento.
L’assistenza del nostro studio si esercita durante tutta l’attività giurisdizionale, sino alla pronuncia della sentenza da parte del Tribunale Civile Internazionale - organo permanente della Corte Europea di Giustizia Arbitrale di Ragusa - e prosegue, in caso di accoglimento delle tesi attorie, sino all’esecuzione della sentenza, che consiste nell’emissione e trascrizione del decreto di omologa della sentenza, che viene emesso dal presidente di un tribunale ordinario della Repubblica italiana.
In tale evenienza, il presidente di un tribunale ordinario, dopo aver accertato la regolarità formale della procedura attestante il riconoscimento in capo alla parte dello “status” nobiliare e/o cavalleresco “de quo”, omologa la sentenza pronunciata dal suddetto Tribunale e la rende esecutiva, con decreto, sul territorio della Repubblica, disponendone, altresì, la pubblicazione per estratto sulla Gazzetta Ufficiale della Regione dove il tribunale ha sede (nella specie, la Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia).
Il decreto del presidente del tribunale, ai fini dell’attribuzione di validità di sentenza, deve infine essere registrato all’Ufficio delle Entrate.
Il tutto mira ad acclarare, ove l’accertamento giurisdizionale sia stato positivo, lo status nobiliare dell’avente diritto, legittimando giuridicamente la spettanza del titolo nobiliare, del predicato, dello stemma e delle qualifiche, qualora esistenti e configurate.
Tale atto di verifica vale come sentenza di accertamento giuridico-storico-nobiliare, innanzi alla magistratura italiana, dei titoli nobiliari e cavallereschi e degli annessi predicati e connesse spettanze, stemma e qualifiche, siccome refutati o concessi da un sovrano o da un principe pretendente al trono con “fons honorum” accertata giurisdizionalmente.
Ciò è proprio la diretta conseguenza della sentenza pronunciata dal Tribunale Civile Internazionale - organo permanente della Corte Europea di Giustizia Arbitrale di Ragusa -  corte composta da magistrati arbitrali e giudici di I grado.
Ne deriva l’ulteriore possibilità di esecuzione della sentenza nel territorio degli oltre 100 Stati aderenti alla Convenzione di New York del 10-06-1958, resa esecutiva in Italia con legge  19 gennaio 1968, n. 62.
Quindi, la procedura da intraprendere consiste nel riconoscimento di un preesistente “status” o nella concessione “ex novo” in capo all’avente diritto, di un patrimonio nobiliare, e nel successivo accertamento giurisdizionale, con sentenza, omologa e conseguente adempimenti formali, della giuridica spettanza di esso allo stesso.
Lo studio è noto per la sua particolare capacità di realizzare diversi tipi di ricerca: genealogica, etimologica, storica e nobiliare.
Tra i compiti che lo studio svolge con competenza e professionalità rientra oggi anche la tutela di un titolo nobiliare o uno stemma, il contenzioso e la risoluzione di problematiche di carattere internazionale. 
Il nostro studio vanta la collaborazione di uno staff di primo ordine e professionalità: al fine di realizzare una ricerca monografica proveniente da fonti primarie e certe, con l’effettuazione di un albero genealogico i nostri ricercatori operano nei luoghi d’origine della famiglia, seguendo a ritroso tutte le migrazioni della stessa, sia nella via canonica che archivistica, riproducendo le copie, che vengono autenticate, dei vari documenti, sino ad arrivare ai giorni nostri.

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